Ambiente

Insetti impollinatori per il nostro Futuro

API

Gli insetti impollinatori : quali sono ?
Troppo facilmente si fa uso di DDT, pesticidi  e veleni per allontanare gli insetti. Alcuni di loro sono fondamentali per il nostro futuro, quindi ancor di più da rispettare e aiutare.

“Se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita “. E’ una famosa frase attribuita ad Albert Einstein. In realtà pare non attribuibile a lui, ma quel che importa è il suo contenuto , purtroppo più che mai, verosimile.
In natura, ogni animale e pianta compie una funzione specifica per la preservazione dell’equilibrio dell’ecosistema al quale appartiene. Introdurre dei cambi nel loro ecosistema significa scombussolare l’habitat delle specie e in molti casi porre in pericolo la loro sopravvivenza.

Gli insetti impollinatori o pronubi compiono una funzione molto importante nell’ecosistema dal cui equilibrio dipende il nostro futuro.
Il semplice trasporto del polline in forma involontaria tramite le zampe, le ali permette che il polline di fiore in fiore arrivi al pistillo affinché si completi il processo produttivo.
Parlando di impollinazione ci viene di pensare SOLO alle api, ma esistono anche altri insetti utili che è giusto conoscere e saper identificare e ..aiutare.

Ma quali sono esattamente gli insetti impollinatori?

1. Api

Diffuse in tutto il mondo le api, appartenenti alla famiglia degli Apoidei hanno un’importanza fondamentale per nel mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi , ma anche perla produzione alimentare dell’essere umano. Grazie alle api principalmente si impollinano molte specie coltivate per il consumo .
L’importanza delle api come insetti impollinatori è una delle maggiori preoccupazioni a livello ambientale. Si parla, di uno degli animali più importanti, poiché giocano un ruolo rilevante non solo nel mantenimento dell’equilibro degli ecosistemi, ma anche nella produzione alimentare dell’essere umano, poiché si occupano di impollinare molte specie coltivate per il consumo.

ape

2. Formiche

Le formiche appartengono alla famiglia Formicidae e sono , come api e veste insetti eusociali Come le api, le vespe sono euro-sociali, cioè formano gruppi guidati da una regina e centinaia di lavoratori., 

Tra gli altri alimenti di cui si cibano le formiche troviamo anche i fiori, ragione per la quale, anche loro, contribuiscono all’impollinazione, anche se in maniera più ridotta. Nella maggior parte dei casi, trasportano il polline accidentalmente sulla propria schiena. Sono dunque animali impollinatori e dispersori di semi.Tra i cibi che ingeriscono le formiche, si trovano i fiori, quindi contribuiscono all’impollinazione, anche se in misura minore.

3. Sirfidi

I Sirfidi, nome di una famiglia di insetti Ditteri, sono presenti in quasi tutto il mondo. La loro apparenza gli permette di venir spesso scambiati per api. In generale, queste “mosche” preferiscono i fiori bianchi o gialli, esistono anche alcune specie che sia alimentano solo di nettare di fiori specifici. Come negli altri casi già visti, il fatto di alimentarsi contribuisce al trasporto del polline da fiori in fiore

4. Farfalle

Le farfalle appartengono all’ordine dei Lepidotteri a cui appartengono anche le falene e altri insetti. Ne esistono all’incirca 165.000 specie, la maggior parte delle quali si tratta di animali impollinatori notturni, anche se ne esistono alcuni diurni.

Per poter estrarre il nettare dai fiori, le farfalle possiedono un apparato boccale succhiante a forma di lungo tubo chiamato spiritromba, dal quale succhiano per alimentarsi. Grazie a quest’attività, anch’esse trasportano il polline di fiore in fiore.

5. Bombo

Il Bombo terrestre (Bombus terrestres) è un insetto dall’aspetto simile a quello dell’ape per quanto riguarda i colori, il suo corpo è infatti giallo e nero, ma più grande e peloso. Si alimenta di nettare e polline, che conserva nelle sue colonie, la quale organizzazione è simile a quella delle api. Assolutamente pacifico non punge e non è pericoloso. Da non confondere con il calabrone.



6. Vespe

Il nome “vespa” comprende diverse specie dell’ordine degli Imenotteri. Misurano all’incirca 5 cm e sono nere e gialle, con un pungiglione velenoso. Anche se la loro dieta è per la maggior parte carnivora, a volte possono alimentarsi di nettare e trasportare il polline in maniera accidentale.
Anche le vespe hanno la loro funzione pertanto è estremamente sbagliato ricorrere a veleni per allontanarle. Da distinguere dalla vespa vellutina o calabrone asiatico, estremamente dannosa per le stesse api delle quali questa vespa estremamente  aggressiva e distinguibile dalle altre per le dimensioni enormi,  si nutre.

7. Coleotteri

I Coleotteri (Coleoptera) hanno abitato la Terra sin dal periodo Permiano. Ne esistono all’incirca 275.000 specie distribuite in quasi tutto il mondo. Presentano differenti tonalità e misure anche se vengono riconosciuti per la forma particolare della loro bocca. I coleotteri si alimentano di funghi, altri insetti, radici, legno, materiale in decomposizione, fiori e polline, per cui alcune specie contribuiscono all’impollinazione.

La strage delle api –

Sappiamo, infatti, che le api sono in continua diminuzione. Negli ultimi cinque anni sono scomparsi nel mondo 10 milioni di alveari, quasi 2 milioni l’anno. In Italia se ne sono persi almeno 200mila. Se si conta che ogni alveare può ospitare fino a 80mila unità si capisce la portata del massacro. L’estate scorsa si è avuta una moria eccezionale tra Brescia e Cremona, che ha lasciato a terra tra gli otto e i nove milioni di esemplari. Una strage che ha certamente ripercussioni sull’intero ecosistema ma più direttamente con la produzione di miele. Come andrà quest’anno è presto per dirlo dal momento che – come ci ha spiegato Mielizia-Confapi – la raccolta avrà inizio a breve, tra fine aprile e inizio maggio ma i presupposti, come gli ultimi anni, non sono dei migliori. La probabile causa? L’uso improprio di alcuni insetticidi. Ma non è la sola. “Non dimentichiamo che un pericolo da considerare, per gravità al pari dei pesticidi, è quello dei cambiamenti climatici” spiega Diego Pagani, apicoltore biologico e Presidente di CONAPI, aggiungendo che “Negli ultimi anni, gli inverni miti, per non dire caldi, le primavere piovose e fredde, le estati torride hanno messo a rischio il raccolto di miele e le comunità di api, con ripercussioni su ogni aspetto della vita di questi meravigliosi insetti”.

Tratto da ” IL SALVAGENTE”

LEGGI L’INTERO ARTICOLO QUI : https://ilsalvagente.it/2021/03/25/115849/

 

 

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